| Di fronte alle continue efferate violenze a cui è sottoposta la popolazione irachena, il governo di Baghdad ringrazia Benedetto XVI “per l'instancabile e profondo supporto” che “rivolge al popolo iracheno nelle sue solenni preghiere per un pacifico Iraq”. Ad affermarlo, in una nota, è l'ambasciata della Repubblica dell'Iraq presso la Santa Sede.
Intanto, l’arcivescovo di Kirkuk, mons. Louis Sako, lancia un accorato appello per la difesa dei cristiani iracheni, costretti a fuggire dal Paese. Ecco le parole del presule raggiunto telefonicamente a Kirkuk da Alessandro Gisotti:
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R. - I cristiani a Baghdad e a Mossul, così come in altre città del Paese, sono minacciati ed alcuni gruppi di estremisti hanno anche chiesto loro di lasciare le loro case, senza il tempo di poter prendere nulla, oppure di convertirsi all’Islam. Questo non può succedere, noi cristiani siamo in Iraq da duemila anni, siamo cittadini iracheni ed abbiamo giocato anche un ruolo molto importante nella costruzione del Paese. Abbiamo lanciato un appello ai musulmani moderati e alle stesse autorità politiche, affinché vengano prese sul serio queste minacce, altrimenti i cristiani saranno costretti ad abbandonare il Paese. E questa eventualità rappresenterebbe una grande perdita per tutti e non soltanto per i cristiani minacciati in Iraq.
D. - Mons. Sako, dunque, i cristiani non sono protetti dalle forze di Polizia, non c’è un’adeguata protezione?
R. - Tutti gli iracheni non sono protetti e non solo i cristiani come minoranza.
D. - Cosa si può fare - tante volte lo abbiamo chiesto anche a lei - per spezzare questo circolo di violenze?
R. - Fare pressioni sulla comunità internazionale e sulle autorità irachene, affinché ci sia una maggiore protezione di tutti i cittadini, e dei cristiani. Uno dei diritti dell’uomo è proprio quello della libertà religiosa, che è stato sempre esercitato e noi abbiamo sempre praticato apertamente la nostra religione. Perché allora oggi i cristiani devono lasciare la città o devono convertirsi all’Islam? E’ vero che a Kirkuk i cristiani vivono meglio, ma questo non basta. La maggioranza dei cristiani è ancora presente a Baghdad.
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