Pastoral Prospects for the New Evangelisation in the Context of Globalisation and its Effects on African Cultures
Pontifical Council for Culture
Bagamoyo, Tanzania, 22 - 26 July 2008
Bagamoyo, Tanzania, 22 - 26 July 2008
![]() | Provisional program
at 18 June 2008 |
Messaggio del Papa all'incontro in Tanzania
La Chiesa aiuti l'Africa a saper accogliere i valori del Vangelo
Un auspicio del Papa affinché i popoli africani siano aiutati ad accogliere le verità immutabili del Vangelo è contenuto in un messaggio rivolto ai partecipanti all'incontro organizzato a Bagamoyo, in Tanzania, dal Pontificio Consiglio della Cultura. "Prospettive pastorali per la nuova evangelizzazione nel contesto della globalizzazione e i suoi effetti sulle culture africane" è il tema sul quale dal 22 al 26 luglio riflettono i responsabili della pastorale della cultura di diversi episcopati africani.
"Il Santo Padre - si legge nel telegramma inviato al Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, arcivescovo Gianfranco Ravasi, a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone - ha appreso con gioia la notizia dell'incontro organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura a Bagamoyo, in Tanzania, dal 22 al 26 luglio e invia i suoi migliori auspici ai partecipanti.
"Sua Santità vi accompagnerà con le sue preghiere mentre rifletterete sulle Prospettive pastorali per la nuova evangelizzazione nel contesto della globalizzazione e sui suoi effetti sulle culture africane. Questo vasto campo di studio è particolarmente importante poiché include il duplice compito di evangelizzazione della cultura e di inculturazione del Vangelo. Questa è una missione antica e sempre nuova "che ha la sua origine nel mistero stesso dell'Incarnazione e la sua ragione nella capacità intrinseca del Vangelo di radicarsi in ogni cultura" (Pastores gregis, n. 30). Il Santo Padre prega affinché le vostre deliberazioni aiutino la Chiesa in Africa a trovare modi nuovi ed efficaci per presentare la verità immutabile del Vangelo e in particolare i valori della gioia per la vita, il rispetto per i nascituri, il ruolo importante della famiglia e un profondo senso di comunione e di solidarietà presente nelle culture africane (cfr Ecclesia in Africa, n. 43).
"Affidando la vostra opera all'intercessione di Maria, Madre della Chiesa, Sua Santità imparte di cuore la sua Benedizione Apostolica.
"Con i miei personali auspici".
Il telegramma è stato letto, durante la sessione inaugurale, dall'arcivescovo Joseph Chennoth, nunzio apostolico in Tanzania.
Il nunzio è poi intervenuto con una sua riflessione sulla tematica dell'incontro e ha portato la testimonianza della sua missione pastorale. "Avendo vissuto fra diversi popoli e diverse culture in tutto il mondo - ha detto - posso umilmente testimoniare gli sforzi straordinari che i Pastori della Chiesa compiono costantemente per operare la meravigliosa fusione fra Vangelo e culture dei popoli, ossia per presentare Cristo alle popolazioni come loro Salvatore, loro Maestro e loro Signore".
Del resto, ha ricordato, proprio la sollecitudine pastorale di così tanti vescovi e sacerdoti, di religiosi e fedeli laici generosi, senza dimenticare la grande opera svolta dai catechisti, a garantire questo dialogo fra il Vangelo di Gesù Cristo e le differenti culture alle quali è rivolto.
"Potremmo affermare - ha aggiunto il nunzio - che ogni credente in Cristo è a suo modo un agente di nuova evangelizzazione e di inculturazione del Vangelo poiché alla Chiesa sta a cuore che questo nuovo dialogo fra le culture fiorisca come un incontro non dialettico di modi diversi di vivere e che generi sempre quella novità prodigiosa di cui è capace la dignità trascendente di ogni essere umano".
Un compito certamente che implica non solo una dimensione "sincronica" che affronti la situazione attuale delle società umane, ma anche una prospettiva "diacronica" di fedeltà ai linguaggi della tradizione della Chiesa e dei differenti riti, in cui essa ha espresso il Vangelo nel corso dei secoli. Infine il presule ha invocato la benedizione del Signore sui lavori dell'assemblea.
La Chiesa aiuti l'Africa a saper accogliere i valori del Vangelo
Un auspicio del Papa affinché i popoli africani siano aiutati ad accogliere le verità immutabili del Vangelo è contenuto in un messaggio rivolto ai partecipanti all'incontro organizzato a Bagamoyo, in Tanzania, dal Pontificio Consiglio della Cultura. "Prospettive pastorali per la nuova evangelizzazione nel contesto della globalizzazione e i suoi effetti sulle culture africane" è il tema sul quale dal 22 al 26 luglio riflettono i responsabili della pastorale della cultura di diversi episcopati africani.
"Il Santo Padre - si legge nel telegramma inviato al Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, arcivescovo Gianfranco Ravasi, a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone - ha appreso con gioia la notizia dell'incontro organizzato dal Pontificio Consiglio della Cultura a Bagamoyo, in Tanzania, dal 22 al 26 luglio e invia i suoi migliori auspici ai partecipanti.
"Sua Santità vi accompagnerà con le sue preghiere mentre rifletterete sulle Prospettive pastorali per la nuova evangelizzazione nel contesto della globalizzazione e sui suoi effetti sulle culture africane. Questo vasto campo di studio è particolarmente importante poiché include il duplice compito di evangelizzazione della cultura e di inculturazione del Vangelo. Questa è una missione antica e sempre nuova "che ha la sua origine nel mistero stesso dell'Incarnazione e la sua ragione nella capacità intrinseca del Vangelo di radicarsi in ogni cultura" (Pastores gregis, n. 30). Il Santo Padre prega affinché le vostre deliberazioni aiutino la Chiesa in Africa a trovare modi nuovi ed efficaci per presentare la verità immutabile del Vangelo e in particolare i valori della gioia per la vita, il rispetto per i nascituri, il ruolo importante della famiglia e un profondo senso di comunione e di solidarietà presente nelle culture africane (cfr Ecclesia in Africa, n. 43).
"Affidando la vostra opera all'intercessione di Maria, Madre della Chiesa, Sua Santità imparte di cuore la sua Benedizione Apostolica.
"Con i miei personali auspici".
Il telegramma è stato letto, durante la sessione inaugurale, dall'arcivescovo Joseph Chennoth, nunzio apostolico in Tanzania.
Il nunzio è poi intervenuto con una sua riflessione sulla tematica dell'incontro e ha portato la testimonianza della sua missione pastorale. "Avendo vissuto fra diversi popoli e diverse culture in tutto il mondo - ha detto - posso umilmente testimoniare gli sforzi straordinari che i Pastori della Chiesa compiono costantemente per operare la meravigliosa fusione fra Vangelo e culture dei popoli, ossia per presentare Cristo alle popolazioni come loro Salvatore, loro Maestro e loro Signore".
Del resto, ha ricordato, proprio la sollecitudine pastorale di così tanti vescovi e sacerdoti, di religiosi e fedeli laici generosi, senza dimenticare la grande opera svolta dai catechisti, a garantire questo dialogo fra il Vangelo di Gesù Cristo e le differenti culture alle quali è rivolto.
"Potremmo affermare - ha aggiunto il nunzio - che ogni credente in Cristo è a suo modo un agente di nuova evangelizzazione e di inculturazione del Vangelo poiché alla Chiesa sta a cuore che questo nuovo dialogo fra le culture fiorisca come un incontro non dialettico di modi diversi di vivere e che generi sempre quella novità prodigiosa di cui è capace la dignità trascendente di ogni essere umano".
Un compito certamente che implica non solo una dimensione "sincronica" che affronti la situazione attuale delle società umane, ma anche una prospettiva "diacronica" di fedeltà ai linguaggi della tradizione della Chiesa e dei differenti riti, in cui essa ha espresso il Vangelo nel corso dei secoli. Infine il presule ha invocato la benedizione del Signore sui lavori dell'assemblea.






